Con un background di studi ed esperienze nel campo della storia dell’arte, Gea Brown intraprende un percorso come sound artist, traducendo la propensione alla ricerca e alla selezione musicale in un personale approccio al djing, con cui tende a plasmare il mixtape come un collage di suoni che acquista una sua autonomia compositiva.
La ricerca portata avanti negli ultimi anni si caratterizza per l’impiego di materiali di natura vocale: spoken word, sound poetry, pièce teatrale e intervista sono i differenti registri con cui sperimentare (talvolta anche attraverso il coinvolgimento del pubblico) la possibilità di un equilibrio in divenire tra l’aspetto narrativo e semantico del linguaggio parlato e la sua dimensione intrinsecamente sonora, senza che l’uno prevalga sull’altro.